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A scuola di solidarietà

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Novembre era alle porte e, con esso, il giorno della "colletta alimentare" che ogni anno cade in questo periodo. 
È una iniziativa di grande peso formativo,  educa  a una posizione umana capace di solidarietà e di condivisione; valeva la pena  fosse proposta a tutti i nostri alunni. 
Per la scuola dell'infanzia è esperienza ormai consolidata ma nel resto dell'Istituto si è iniziato timidamente ad aderire al gesto solo un paio di anni fa, sullo slancio generoso  di alcuni genitori. 
Emergeva l'esigenza di rendere più strutturato e consapevole questo momento ed inserirlo in un progetto permanente di Istituto.
Costituito un team organizzativo,  ci si è subito messe all'opera: alla  efficientissima signora Tessera, del comitato genitori, il   compito di  "promoter"   divulgativo  dell'iniziativa e 
" trait d'union" con la  "Speranza" , associazione  alla quale si è scelto di  destinare la raccolta di cibo e che opera sul nostro territorio sostenendo circa 900 famiglie in situazioni di bisogno.
È nata poi  l'idea di invitare un operatore del Banco Alimentare   perché introducesse  gli alunni delle classi quarte e quinte al significato del gesto  e alla sua genesi.
Entusiastica  l'accoglienza da parte dei ragazzini che hanno partecipato con una attenzione ed una curiosità sorprendenti. Siamo usciti dall'incontro tutti più consapevoli di  cosa significa la povertà,  cosa vuol dire rispettare il cibo riconoscendo nello "spreco" una indifferenza nei confronti di chi Il cibo non lo ha e più coscienti di cosa è la solidarietà come condivisione della vita. 
Per i bambini  più piccoli  si è scelto di affidare la spiegazione del gesto ad una immagine simbolica consegnando ad ogni classe un pugnetto di riso a rappresentare uno "scambio ideale di un pasto"  con una persona bisognosa. 
Giovedì 22 la data fissata per la raccolta di alimenti nel nostro Istituto.  Tutto è pronto, 
L'atrio  colorato dai   disegni e dalle frasi dei ragazzini sul tema.... È uno spettacolo vedere nugoli di alunni avvicendarsi coi loro pacchetti agli scatoloni lì pronti per essere riempiti.
 "Un successo" , commenta l'operatore della Speranza che guarda stupito. La signora Laura sorride soddisfatta. 
 "Qualcosa di mio può far felice un altro bambino"  mi bisbiglia commossa una mia alunna. Ha la gioia negli occhi.  È proprio vera  quella frase di  Papa Francesco " È nel dono di sé, nell'uscire da se  stessi che si ha la vera gioia".
 di Daniela Gritti 
 

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