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Natale con Gaudì

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Tutto ha inizio a settembre inoltrato.
A Buccinasco, in occasione, della festa patronale, vengono sempre allestite mostre davvero interessanti.
Quest’anno è la volta di Gaudì e la Sagrada Familia: una occasione imperdibile per incontrare un luogo di vera bellezza e conoscerne il suo geniale architetto; con gli alunni più grandi andiamo a visitarla. 
I ragazzi  vengono catturati dalla magnificenza di questo tempio, non ancora ultimato, ed incuriositi dalla storia del suo grande ideatore Catalano. 
È una esperienza così entusiasmante e significativa che qualche settimana dopo, discutendo in classe su quanto  visto, sorge l’idea, ardita e temeraria, di provare a costruire noi un particolare della facciata della Natività e farla diventare il nostro presepe per Natale. 
Si, perché senza Gesù non c’è  Natale, c’è un’altra festa ma non il Natale. 
La realizzazione si presenta impegnativa, direi   ambiziosa, ma il fascino   dell’impresa ha la meglio.   È una  sfida avvincente. 
Impossibile, però, affrontarla da soli: occorre coinvolgere Anna, un’insegnante dal temperamento artistico ed estroso, dotata di grande creatività e manualità.
Avuta la sua immediata adesione partiamo  per l’ardita avventura. 
A lei, aiutata dai bambini delle classi terze, viene affidata la realizzazione della Sacra Famiglia: Gesù ,Giuseppe e Maria.  Personaggi da realizzare in carta pesta e gesso: cosa non poco impegnativa, ma con Anna si può stare tranquilli! 
Bisogna ora pensare al resto: composizione generale  della facciata, fondale, torri, pinnacoli, vetrate con la stella cometa! 
Come fare?... È necessario guardare Gaudì, entrare nel suo sguardo, immedesimarsi nel modo che lui aveva di guardare le cose... perché si impara guardando! 
Vien fuori così l’idea del cielo che fa da sfondo. 
Ad ogni alunno viene affidato un cartoncino da colorare con due  diverse tonalità di blu, dovrà poi decorarne  una metà con fili di lana, quilling, nastri, brillantini. 
Quando tutto viene composto, l’effetto finale  è davvero strabiliante: un cielo che è un grande  mosaico di luci e materiali...stile Gaudì!! 
Fondale pronto ma  il tempo incalza  ed il lavoro sembra aumentare di giorno in giorno: quattro grandi tubi di cartone, reperiti rocambolescamente con l’auto (trasformata  per l’occasione in furgone)   di Anna in una sperduta ditta di Rozzano e che devono  servire per le quattro torri della facciata, giacciono  tristi e spogli in attesa di prendere forma, c’è ancora  la parete della vetrata da sistemare, la stella cometa e poi i pinnacoli... 
Una sera in cui lo sconforto, per la mole di cose da fare,  prende il sopravvento,  il Cielo vuole che  alcune mamme,  incrociate nell’atrio della scuola,  offrissero   con entusiasmo la disponibilità ad aiutare:  un regalo inaspettato, un raggio di luce  arrivato a squarciare  il buio dello scoramento. Il cuore riprende vigore. 
Con loro, nel corso dei giorni, se ne aggiungono altre e si crea un vero team  affiatato e cordiale;  impossibile portare a termine l’opera nei tempi richiesti senza il loro preziosissimo supporto.  
Nelle ultime settimane la scuola si  trasforma in un laboratorio artistico, un vero e proprio cantiere: chi fa palline di carta crespa per le torri, chi prepara quilling, chi incolla e riveste la vetrata, chi prepara i pinnacoli, chi da forma ai personaggi della Natività.
Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore vedere la laboriosità di tanti alunni impegnati nella realizzazione di una grande opera e guardare le mamme, coinvolte nello stesso lavoro, avvicendarsi attorno alla nostra “Sagrada” armate di pennelli, spara punti e colla a caldo.
Sorprendentemente tutto è  pronto, come da tradizione, per la festa di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata: Gesù, Giuseppe e Maria campeggiano nell’atrio  davanti ad un cielo sfolgorante tagliato in due dalle vetrate e dalla stella cometa.  Ai lati svettano le quattro torri.
Dieci dicembre: si rientra dopo le feste, è impressionante vedere gli alunni,  che solitamente attraversano l’ingresso veloci e distratti,  arrestarsi  di colpo e sgranare occhi stupiti.
“Ohhhh  che bello, è Natale!” esclama un piccolino. 
Ecco perché il Natale è la festa del bambino, in senso evangelico, cioè della semplicità.
Occorre la semplicità dei bambini per stupirsi e commuoversi per il fatto che Dio si sia fatto Uomo per dirci che siamo amati e per accompagnare, con discrezione e tenerezza, il nostro cammino. 

di Daniela Gritti

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